
Il valore della socializzazione
Come ha confermato Antonio Mauro di Giochi Uniti, un consorzio di quattro aziende specializzate nel settore dei boardgames presente alla manifestazione modenese, «il mercato globale del gioco da tavolo non solo è sopravvissuto all'ingombrante presenza dei prodotti informatici, ma sta addirittura crescendo ed è cresciuto nonostante il periodo recessivo in corso, a riprova che i prodotti di svago familiare rappresentano un valido riparo psicologico alle difficoltà economiche del momento. Il gioco da tavolo possiede quel grande elemento di socializzazione che manca al prodotto ludico di tipo informatico, disponendo altresì di una vita molto più lunga sugli scaffali di casa».
Insomma, il gioco da tavolo, nei momenti difficili, sembra rappresentare un valido scudo psicologico per le famiglie e i prezzi tutto sommato contenuti aiutano nella scelta.
Valori economici in gioco
In base ai dati desunti da Npd Group, in Italia nel 2008 segmento dei Games&Puzzle ha rappresentato circa il 13% delle vendite totali del comparto generale del giocattolo, settore che segna complessivamente valori prossimi a 1,3 miliardi di euro. Se si confronta questo dato a livello europeo e, in particolare, ai dati di Germania e Francia (che con Italia, Spagna e Gran Bretagna rappresentano i 5 big countries di riferimento) emerge che in Italia si gioca (cioè si spende) meno con i Games&Puzzle rispetto, ad esempio, alla Germania o alla Francia, dove invece si spende rispettivamente il 17% ed il 15% circa del totale per questo segmento.
Ma a cosa è dovuta questa differenza? Lo abbiamo chiesto a Spartaco Albertarelli di Editrice Giochi, la più grande azienda italiana del settore, conosciuta per la commercializzazione di prodotti storici come Risiko e (fino a qualche tempo fa) Monopoli. «Le percentuali italiane non si discostano molto da quelle europee, anche se un fatto è indubbio: rimaniamo sempre indietro rispetto a un paese come la Germania in cui il gioco da tavolo risponde a una tradizione molto più consolidata a livello familiare e sociale. Le attività educative del gioco di società - che stanno per fortuna prendendo piede anche da noi - costituiscono un elemento didattico importante in Germania e nel Nord Europa, senza contare poi l'elemento stagionale che indubbiamente ha il suo peso». Come dire, quindi, che più l'inverno è lungo, più ostile è il clima meteorologico, maggiori sono le occasioni per riunirsi intorno a un tavolo a giocare, ma anche che, mentre in Italia si aspetta Natale per avvicinarsi ai giochi da tavolo, in Germania non ci sono limitazioni di periodo.
Lego e il nuovo corso
Per rimanere al Nord Europa, una presenza importante alla manifestazione ludica di Modena è stata senz'altro quella della Lego. La comparsa dell'azienda danese in un mondo "diverso" come quello dei giochi da tavolo è significativa: si chiama infatti Lego Games la nuova linea di prodotti presentati, in cui l'unione delle costruzioni colorate a regolamenti di gioco firmati da specialisti del settore garantisce un nuovo posizionamento sul mercato del giocattolo. «In soli 4 mesi Lego ha raggiunto rispettivamente la quota del 4,6% e del 2,6% nel segmento dei giochi in scatola in Germania e in Gran Bretagna - ha dichiarato Roberto Corbellini di Lego -. Sul mercato italiano prevediamo - con questa nuova linea presentata in Italia a fine febbraio - una quota di mercato di almeno il 3% e un peso percentuale del 5% sul fatturato totale di Lego Italia». Il fatturato globale di Lego nel nostro paese ha superato, per l'esercizio 2009, i 48 milioni di euro, con un 25% in più rispetto al 2008. Il nuovo posizionamento si sposta verso una fascia d'età leggermente superiore al target consueto dell'azienda e potrebbe contribuire a sviluppare interessanti ricadute per tutto il settore dei giochi da tavolo.
































