
Locali
Formula gourmet
23 Gennaio 2012
Format replicabile
«La proposta di caffetteria si affianca a quella di una ristorazione pensata - spiega Brasi - per essere un modello replicabile e suscettibile di sviluppo commerciale, grazie alla facilità di produzione, reperibilità delle materie prime e alle proposte gastronomiche facilmente conservabili in un banco bar refrigerato, che nell’ipotesi di uno sviluppo sotto forma di franchising saranno sempre prodotte da una cucina centralizzata, per consentire un miglior controllo della produzione e dei costi». A oggi è la cucina a rappresentare la parte economicamente più rilevante di Civus, il 60% circa del fatturato (di cui la consegna a domicilio, organizzata con un coloratissimo Apecar, vale circa il 10%), mentre il resto fa capo al reparto bar-pasticceria. La formula è stata studiata per velocizzare al massimo il servizio del pasto, basandosi sulle esigenze di una clientela in pausa pranzo o business, con poco tempo a disposizione: si legge il menù o si scelgono le pietanze elegantemente impiattate e ordinatamente in vista nel banco vetrato, si fa lo scontrino e ci si accomoda al tavolo. Il tempo di riscaldare se necessario nei microonde (Panasonic professional) e di portare al tavolo, in 15 minuti se si ha fretta il pasto è cotto e mangiato, anche in orari non canonici, dato che la cucina è sempre pronta a servire i piatti in carta. La ragione della rapidità sta nel fatto che il menù è razionalmente breve (15 piatti di cui una decina fissi e gli altri a rotazione, più insalate e piatti di formaggi misti), le ricette sono state scelte fra quelle che non patiscono - adeguatamente conservate - qualche ora di attesa (sono preparate la mattina, per lo più con cotture in sottovuoto a bassa temperatura) e l’eventuale rigenerazione nel microwave. Inoltre tutto è esposto già porzionato e impiattato in piattini quadrati di plexiglass crystal (di Chs - Comatec), dotati di coperchio, il cui costo incide attorno al 5-10%. Porzioni da assaggio «Non si tratta di un costo irrilevante - sottolinea Brasi - ma bisogna tenere in considerazione che usando piatti monouso si risparmia sui costi di lavaggio e personale addetto». Le stesse confezioni si sono rivelate particolarmente adatte per le esigenze di asporto e delivery, racchiuse in un rosso canovaccio in tnt con tanto di posate ed eventuali condimenti. Nelle ricette si ritrova la mano dello chef di classe, ad esempio nelle delicate “lasagnette ai porcini e zucca” (7 euro), o nella “crostatina con ricotta, spinaci e code di gamberi cotti a 65 °C” (8 euro), nelle “verdure passite con scaglie di branzi e bigné” (6,50 euro) o “l’insalata con calamari e salsa di pomodori secchi” (6 euro). Interessante anche l’idea di proporre alcune portate nella ridotta versione “assaggio”, con prezzo in proporzione: ad esempio “pasta e ceci di Spello con merluzzo cotto a 55 °C all’extravergine” può essere ordinata in formato normale, a 7 euro o assaggio, a 4 euro. Un modo per solleticare la curiosità del cliente con un ordine poco impegnativo per stomaco e portafoglio, ma che aiuta a incrementare la vendita. A completare il menù, la lista dei dolci monoporzione, cui difficilmente i clienti resistono anche per il modo accattivante con cui sono esposti nel banco. Si va dalla pera cotta al cioccolato con cialda croccante alla crostatina con crema di mandorle e sottobosco, al dolce maison, il “Civus: cremoso alla vaniglia, mousse al cioccolato e lampone”, con prezzi tra 4,50 e 5 euro. Risultato, la voce ristorazione oggi fa segnare fino a 100 coperti venduti al giorno, con uno scontrino medio da 10 a 15 euro per un pranzo generalmente composto da una pietanza e un dolce. Numeri che fanno ben sperare per lo sviluppo del progetto, tanto che Brasi ha già in animo una prossima apertura nel 2012, molto probabilmente a Milano.
































