La specialità di Capture One è il trattamento dei file in formato Raw, vale a dire l'elaborazione dei dati digitali letti dal sensore e la loro conversione in un formato più adatto all'impiego all'interno di altre applicazioni, ad esempio il TIFF. Sulla scorta dei consensi ottenuti dai fotografi che lo utilizzavano, Phase One decise nel 2002 di estendere il supporto anche a dorsi digitali prodotti da altri e ad alcune reflex digitali Canon e Nikon, che a quei tempi potevano contare soltanto su applicazioni piuttosto limitate nelle funzionalità. Nel corso degli anni, il supporto per altri modelli di fotocamere si è progressivamente ampliato e la versione attuale permette l'elaborazione dei file Raw prodotti da un gran numero di dorsi e fotocamere digitali. Questa caratteristica lo rende particolarmente interessante per quei fotografi che si ritrovano a utilizzare prodotti di marchi differenti e possono contare quindi su un unico software, evitando di dover imparare a destreggiarsi fra le diverse applicazioni specifiche di ogni fotocamera.
Raw, ma non solo
Già dalla versione precedente, Capture One Pro aveva esteso le sue capacità di elaborazione anche ai file nei formati JPEG e TIFF, ma i Raw restano quelli preferiti, non fosse altro che solo da questi si può ottenere la massima qualità possibile offerta dal sensore della fotocamera. Una delle caratteristiche più apprezzate del software è la funzione di demoisacizzazione, termine che si riferisce a quell'operazione che porta all'assegnazione di un valore RGB a ciascun pixel dell'immagine. Nei sensori utilizzati dalle fotocamere digitali, ciascun pixel è rivestito da un filtro di colore diverso (solitamente rosso, verde o blu) e rileva quindi solo l'intensità della luce di quel particolare colore. La demoisacizzazione può essere effettuata in diversi modi ed è realizzata all'interno della fotocamera quando si registrano le immagini in formato diverso dal Raw, tipicamente in JPEG. Proprio per tale ragione, software come questo possono dare il meglio solo a partire da immagini in formato Raw.
Capture One Pro permette di controllare il funzionamento di una fotocamera collegata al Mac tramite un cavo FireWire o USB, importando direttamente gli scatti e, nel caso di alcuni dorsi digitali o fotocamere di medio formato, controllando i parametri di esposizione. Anche la funzione Live Preview è supportata da un numero limitato di apparecchi: grazie a questa, lo schermo del Mac può essere sfruttato per controllare l'inquadratura, quindi molto più agevolmente che con i piccoli display integrati, oltretutto non certo il massimo in termini di fedeltà cromatica. A questo proposito, il software supporta pienamente lo standard ICC per i profili colore e, disponendo di un monitor di buona qualità, si potrà quindi contare su un'ottima fedeltà cromatica. Inoltre, è possibile selezionare anche il profilo colore della fotocamera utilizzata: con Capture One Pro vengono forniti quelli delle fotocamere supportate, praticamente tutte quelle oggi in commercio. Nella fase di scatto delle fotografie è possibile sovrapporre in trasparenza un'immagine di riferimento. Questa può essere lo schizzo con le indicazioni dell'art director, un riferimento allo spazio occupato dall'eventuale testo che andrà in seguito sovrapposto o anche un'altra fotografia con la quale sia necessario comporre l'immagine che si sta scattando.
Come accennato in precedenza, con le reflex Canon e Nikon il controllo a distanza è limitato alla funzione di scatto, ma è prevista la possibilità di utilizzare Capture One Pro in abbinamento ad altri software sfruttando la funzione hot folder: non si deve far altro che selezionare la cartella nella quale sono registrate le fotografie che si stanno scattando perché il software verifichi periodicamente il suo contenuto e importi automaticamente ogni nuova immagine. Nella fase di scatto, ma anche per le successive elaborazioni, le aree troppo scure o troppo chiare possono essere evidenziate con la sovrapposizione di un colore, stabilendo anche la soglia minima e quella massima. Inoltre, si possono evidenziare in verde le aree dell'immagine più nitide, permettendo così di controllare a colpo d'occhio la corretta messa a fuoco.
















