Dopo averlo abbandonato ormai da tempo, Fujifilm intende fare un ritorno in grande stile nel mercato delle fotocamere a ottica intercambiabile. E per farlo si affida a una macchina mirrorless, la X-Pro1, che ha dotato del sensore CMOS X-Trans, il quale “è in grado di fornire una risposta simile a quella di un sensore full frame”.
La presenza di una nuova matrice CFA (Color Filter Array), precisa l’azienda, permette di evitare l’uso di un filtro ottico passa-basso, come solitamente accade nei sensori convenzionali per avere la riduzione del moiré e dei falsi colori generati. Però la presenza di tale filtro può degradare la risoluzione. Ispirandosi alla casuale disposizione della grana nella pellicola, Fujifilm ha sviluppato una nuova matrice CFA, eliminando così la necessità di tale filtro ottico.
Più in dettaglio, nella matrice i pixel RGB sono disposti casualmente a gruppi di 6x6. L’alto tasso di casualità di questi pixel elimina la causa fondamentale del moiré e dei falsi colori, che spesso si verifica nelle matrici convenzionali durante le riprese di elementi a righe e altri pattern ripetuti. La presenza di un pixel R, G e B in ogni serie di pixel orizzontali e verticali permette poi di ridurre la generazione di falsi colori, migliorando riproduzione dei colori stessi.
L'utilizzo di tale matrice ha però reso necessario un processore più potente per elaborare i dati dell'immagine. Per ovviare a questo aspetto, Fujifilm ha esplicitamente creato il nuovo EXR Processor Pro.
La X-Pro1 usa il medesimo mirino ibrido montato sulla X100, che offre la possibilità di passare velocemente da mirino ottico (per avere l’immagine più realistica possibile) a elettronico (per avere a disposizione tutte le informazioni relative ai parametri di scatto). Ma anche di sovrapporli per avere un’immagine corredata di tutte le informazioni.
Ulteriori miglioramenti sono stati apportati alle opzioni di simulazione della pellicola con la nuova modalità “Professional Color Negative Film Modes” (Pro Neg. Standard e Pro Neg. Hi) progettata per gli utenti che lavorano in studio con la X-Pro1. Se si desidera riprendere la stessa scena in differenti modalità di simulazione della pellicola, X-Pro1 offre le opzioni di bracketing “Simulation Film”, insieme al bracketing AE, Dynamic e ISO.
Fujifilm ha incluso anche la modalità Film Simulation con la quale X-Pro1 simula i colori e le qualità tonali di popolari emulsioni Fujifilm. Queste includono i colori della Velvia, i toni della pelle più morbidi di Astia e il look naturale della Provia.
X-Pro1 consente di utilizzare speciali filtri colore per aumentare il contrasto, rendere il verde più brillante e i rossi più profondi. Per coloro che desiderano una resa più nostalgica c’è anche un filtro seppia.
Attraverso l’elaborazione digitale, X-Pro1 è in grado di simulare la tecnica di esposizione multipla: è sufficiente selezionare questa modalità ed effettuare il primo scatto. Nel mirino ibrido o sul display LCD è possibile vedere quale sarà il risultato finale e inquadrare quindi con precisione il secondo scatto. Va da sé che è possibile anche riprendere filmati nel formato Full HD.
Assieme alla nuova fotocamera, la società giapponese ha presentato anche tre ottiche Fujinon dedicati all’uso con la X-Pro1. Si tratta degli obiettivi XF 18mm F2 R, XF 35mm F1,4 R e R XF 60mm F2,4 Macro. Compatti e luminosi, questi obiettivi offrono un preciso controllo della profondità di campo e la possibilità dell’effetto out-of-focus bokeh. Le lamelle del diaframma sono curvate per creare un'immagine circolare a tutte le aperture, mentre i bordi di ogni lamella sono arrotondati per un'immagine più nitida.
L’attacco X-Mount ha una distanza della flangia posteriore rispetto al piano del sensore di 17,7 millimetri.
Quando si monta un obiettivo Fujinon della serie XF sulla X-Pro1 l'ingrandimento nel mirino e le dimensioni della cornice luminosa cambiano automaticamente per supportarne la lunghezza focale. Si passa così da un ingrandimento par a 0,37x per l’obiettivo 18mm fino a 0,60x per quelli da 35mm e 60mm. La X-Pro1 consente però anche di impostare manualmente la distanza focale e passare da un ingrandimento all’altro del mirino.
Fujifilm mette infine l’accento sulla qualità dei materiali usati (la parte superiore e quella inferiore sono realizzate in lega di alluminio pressofusa e il rivestimento di X-Pro1 è stato progettato per garantire resistenza agli agenti atmosferici) e sull’attenzione ai dettagli (si arriva ad avere le incisioni smaltate a mano sulla parte superiore e sull’obiettivo della fotocamera).
La nuova Fujifilm X-Pro1 e le tre ottiche saranno in vendita dal prossimo mese di marzo. I prezzi non sono stati comunicati.
















